C’ero anch’io… - Sul luogo dell’attentato di Strasburgo si trovava Chiara Del Re, alunna del "Mattei"
 
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    Mattei Interviste 25/12/2018 25/12

    C’ero anch’io…

    Sul luogo dell’attentato di Strasburgo si trovava Chiara Del Re, alunna del "Mattei"

    Ingresso ai mercatini di Strasburgo prima della tragediaStrasburgo, 11 dicembre 2018. Sono le 19.45 circa quando Chérif Chekatt, armato di pistola e coltello, irrompe nel clima festoso dei mercatini di Natale disseminando terrore e panico tra i passanti.

    A pagare con la vita sono stati cinque dei presenti, povere vittime che per uno strano scherzo del destino si trovavano lì al momento dell’ennesimo atroce gesto umano.

    D: Chiara, tu eri a Strasburgo per aver vinto il concorso indetto dal “Movimento per la Vita Italiano” e stavi visitando i mercatini, vuoi dirci cosa è accaduto?

    R: Mancavano pochi minuti alle 19 ed io, insieme ad altri ragazzi conosciuti proprio in occasione di questo viaggio, mi stavo incamminando per le vie della città; ero stanca ed infreddolita per via delle basse temperature, ma le luci colorate, gli addobbi ed il piacevole profumo di vino caldo e dolci attiravano la mia attenzione. Diedi uno sguardo all’orologio e mi accorsi che era ormai giunta l’ora di cena (in Francia, infatti, si è soliti cenare molto presto), però eravamo talmente affascinati da quella perfetta atmosfera natalizia che arrivammo in ritardo, giusto in tempo prima di vederci protagonisti di una tragedia

    Chiara Del ReVenimmo improvvisamente raggiunti, nell’interrato del ristorante, dalle persone che stavano cenando al piano superiore; percepii subito un clima insolito, diverso da quello di pochi istanti prima. A confermare la mia intuizione fu il tono concitato di un cameriere che parlava velocemente in un francese a me incomprensibile. Chiara Del Re con altre tre studentesse abruzzesi poche ore prima dell'attentato

    Ignari di ciò che stava accadendo a pochi passi da noi, cominciammo ad agitarci; a renderci consapevoli di quella tragedia furono le telefonate dei nostri familiari, rimasti pietrificati dinanzi alle notizie riportate in diretta dai tg.

    Prima di tornare in albergo rimanemmo all’interno del ristorante per più di due ore; i proprietari del locale spensero tutte le luci al piano superiore così che il ristorante sembrasse chiuso. 

    Con il cuore che batteva all’impazzata cominciammo ad avviarci verso l’autobus, ma ci colse l’ennesimo grande spavento: scorgemmo, a pochi metri da noi, la presenza di sagome scure che correvano, il tutto accompagnato da un urlo minaccioso. Vedemmo immediatamente dopo un uomo dagli abiti neri che aveva un mitra in mano e si dirigeva verso di noi gridandoci contro: si trattava fortunatamente di un poliziotto che, vedendo alcuni ragazzi del mio gruppo correre impauriti, ci stava richiamando; in tutto ciò, davanti a quella scena rimasi talmente pietrificata che, al contrario dei miei compagni, non riuscii neanche a scappare indietro, verso il ristorante.

    Addobbi natalizi lungo le vie di StrasburgoD: Cosa hai provato in quei momenti?

    R: Penso che non ci siano parole per spiegare come mi sia sentita; non riuscivo e ancora oggi non riesco a realizzare di aver assistito ad un attacco terroristico, mi sembra una cosa così surreale…

    Pochi giorni prima di partire avevo sentito in tv degli spiacevoli avvenimenti che in questi ultimi tempi stanno minando la Francia ed io stessa, con tono spavaldo, avevo tentato di rassicurare i miei dicendo che non mi sarei mai potuta trovare coinvolta in una cosa del genere e invece...

    Sono stata davvero ingenua a rispondere così: purtroppo, finché non lo si sperimenta di persona, quelle rimangono tristi notizie apprese dai tg che si pensa siano destinate a rimanere solo tali, poiché lontane dalla propria realtà quotidiana. 

    Ricordo che quella sera, una volta rientrata in hotel, mi resi conto che il mio cuore batteva fortissimo: io, solo per miracolo, ero ancora viva. Ero però così nervosa che cominciai a vedere nel buio della stanza la presenza di ombre e, ogni volta che cercavo di chiudere gli occhi, nella mia testa rimbombava il rumore di passi minacciosi; per quella sera decisi infatti di lasciare una luce accesa e di dormire con le mie compagne.     

     D: Ripensando a ciò che è accaduto, a mente lucida, cosa provi?

    R: Certamente non ho dimenticato quello che è successo, penso sia questo un episodio che non mi abbandonerà mai e condizionerà molto la mia visione della vita. 

    Mi capita ancora adesso di non riuscire a dormire serenamente perché quelle figure ed il rumore di passi mi tormenta ancora, soprattutto quando sono sola.

    Sono stata davvero miracolata e per questo mi sento in forte dovere di ringraziare Chi, da lassù, mi ha protetta; si è trattato veramente di pochi minuti e sarei potuta essere lì, al posto di una di quelle povere vittime. A volte mi fermo a pensare e mi chiedo perché io sia ancora qui e loro no, non riesco però a trovare risposta… Lumini, fiori e biglietti di commemorazione sul luogo della sparatoria

    Il giorno seguente sono tornata lungo la strada piena di negozi in cui ero stata il giorno prima, ma non era più animata dalla vivacità dei passanti: era ormai piena di lumini, fiori e biglietti di commemorazione per quelle vittime uccise senza avere alcuna colpa. Le macchie di sangue erano ancora ben visibili: è stato uno scenario a dir poco raccapricciante.

    D: Ti senti sollevata all’idea che l’attentatore sia stato ucciso?

    R: Ero in viaggio di ritorno quando lessi che l’attentatore era stato preso ed ucciso dalla polizia. Ho provato un grande dispiacere alla notizia che i cittadini avessero reagito con gioia dinanzi alla sua morte: ciò che ha fatto è orribile e non ha giustificazioni, ma penso che la reale colpa sia del male e della mentalità sbagliata che si è ormai diffusa nel mondo, un mondo in cui i valori e gli ideali sono andati persi e in cui la vita non ha più valore.

    Concludo con l’augurio che venga messa una definitiva fine a queste tragedie e voglio inoltre rivolgere un pensiero al nostro Antonio Megalizzi e alle altre vittime perché possano riposare in un mondo migliore di questo.

    Di Chiara Del Re e Arianna Mascetra

     Fotografie di Chiara De Guglielmo


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