Mia cara Europa - Antonio Megalizzi, il giovane innamorato dell’UE
 
Stai leggendo il giornale digitale di Mattei su
Clicca qui per leggere il giornale di un altro Istituto.

Mattei Attualità 20/12/2018 20/12

Mia cara Europa

Antonio Megalizzi, il giovane innamorato dell’UE

Sono passati solo pochi giorni da quando l’attentato di Strasburgo ha colpito il cuore dell’Europa. Nell’accaduto è rimasto coinvolto il giovane Antonio Megalizzi, giornalista radiofonico trentino di 29 anni, laureato all’Università di Verona in Scienze della Comunicazione e con una specializzazione in studi internazionali all’Università di Trento.

Antonio si trovava nella città francese con alcuni colleghi per seguire l’assemblea plenaria dell’Europarlamento per conto della radio Europhonica per la quale lavorava. Aveva il biglietto per rientrare in Italia mercoledì, il giorno dopo l’attentato. La sera della tragedia Megalizzi era da poco uscito dalla sede del Parlamento e stava passeggiando con due colleghe lungo la strada dei mercatini di Natale quando è stato ferito da Cherif Chekatt con un colpo di pistola.

Appena arrivato in ospedale le sue condizioni sono apparse gravissime da subito: il proiettile lo aveva raggiunto alla base del cranio, molto vicino al midollo spinale. I medici, valutata la situazione, hanno dichiarato che Antonio era inoperabile. Dopo circa due giorni il suo cuore ha smesso di battere.

La notizia della morte del giovane ha sconvolto l’Italia intera, dai cittadini alle istituzioni, ma soprattutto ha provocato un enorme dolore nei suoi familiari, amici e colleghi. Antonio era molto di più di un giornalista, era un sognatore. Nelle parole dei suoi discorsi alla radio emerge chiaramente il sogno di un’Europa unita e libera, priva di odio e discriminazione. E da quest’idea nacque proprio il progetto di Europhonica, la prima redazione europea universitaria totalmente on-air, il cui il giovane ha messo tutte le sue energie.

Per capire quanto grande era il sogno di Antonio basta leggere un racconto scritto da lui nel 2015 intitolato “Cielo d’acciaio” in cui racconta la storia di un missile che aveva paura di volare, paura di distruggere il mondo, quello stesso mondo che, invece, desiderava conoscere. Il racconto mette in evidenza lo sguardo di Antonio sul mondo: aperto, libero, antimilitarista e pacifista, come quello di molti giovani come lui, che non sono ancora stati sedotti dai nazionalismi e dai populismi. I giovani dell’Erasmus, capaci di entusiasmo e pragmatismo, competenze e ideali.

Antonio, proprio perché profondamente innamorato dell’Europa, non nascondeva che nell’UE molte cose non funzionano. Che va riformata (secondo il suo punto di vista partendo, soprattutto, dalla comunicazione). In un suo scritto del 2014 ha dichiarato che “Il sistema sarà anche malato, ma se invece di curarlo lo aggrediamo ancora di più, la guarigione si fa sempre più lontana”. Parole ricche di buon senso, anche alla luce dell’ormai evidente fallimento della Brexit. Infatti, l’Europa non si migliora abbandonandola, ma aiutandola a migliorare, a crescere.

Il problema dell’Europa è che molto spesso è ancora troppo poco unita, che è ancora solo un’unione di sovranità, ognuna gelosa delle proprie peculiarità. In questi giorni alcuni media nazionali si sono “impadroniti” della figura di Antonio, il che, in un certo senso, è un bene perché è come se, nella tragedia, ci si fosse accorti del fatto che qualcuno così mancava nel nostro immaginario. Purtroppo, però, molte volte ci si accorge di queste persone solo quando ormai è troppo tardi. L’auspicio per il futuro è di poter riuscire a sentire più vive, più forti le loro voci.

Intanto, martedì 18 dicembre il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti ha ratificato l’iniziativa promossa dal Presidente regionale dell’Ordine del Trentino-Alto Adige, Mauro Keller: ha rilasciato un tesserino simbolico alla memoria del giovane giornalista, iscrivendolo all’Albo dei professionisti. Le idee di Antonio continuano ad essere ancora vive, nei suoi colleghi e nei giovani come lui, che hanno il compito di continuare ad accendere i loro microfoni e parlare, a prendere le loro penne e scrivere di quell’ Europa di cui sono innamorati. Non l’Europa della sola burocrazia e dell’austerity, non l’Europa degli attentati e della violenza, ma l’Europa dei giovani che dello scambio con gli altri hanno fatto la loro identità, dei giovani che, proprio come Antonio, sognano in grande.

di Flavia Dario


Condividi questo articolo





edit

Scrivi su Scuolalocale clear remove

Scrivi un articolo e invialo alla redazione di un Istituto
account_circle
email
local_phone
pin_drop
Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo

edit
mode_edit
Foto attach_file
Indietro
thumb_up

Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

Attendi una loro risposta, grazie!

doneChiudi
Racconta la tua esperienza Scuola-Lavoro!
Inserisci i tuoi dati, seleziona il progetto di alternanza e racconta l'esperienza; la redazione di Scuolalocale del tuo Istituto riceverà queste informazioni e le pubblicherà su Scuolalocale.
account_circle
email
local_phone
pin_drop
Seleziona la redazione del tuo Istituto o quella alla quale vuoi inviare il tuo articolo
Seleziona il progetto che vuoi raccontare, non c'è? Chiedi subito al tuo tutor aziendale di inserirlo!
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
mode_edit
Foto attach_file
Indietro
thumb_up

Il tuo articolo è stato inviato alla redazione da te indicata!

Attendi una loro risposta, grazie!

Invia la tua Idea clear remove

Descrivi la tua idea e inviala a Scuolalocale.
account_circle
pin_drop
Seleziona il tuo Istituto

Seleziona l'ambito della tua idea

mode_edit

thumb_up

La tua idea è stato inviata a Scuolalocale!

Grazie!

doneChiudi
Chiudi
Chiudi