La Carovana e Trump: cosa sta accadendo in America? - Migliaia di migranti stanno viaggiando da settimane verso il confine con gli Usa
 
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    Mattei Attualità 04/11/2018 04/11

    La Carovana e Trump: cosa sta accadendo in America?

    Migliaia di migranti stanno viaggiando da settimane verso il confine con gli Usa

    Il 12 ottobre un gruppo di 160 honduregni è partito dalla città di San Pedro Sula lasciandosi alle spalle un Paese di violenze, povertà e conflitti sociali. A unirsi a questa carovana sono stati altri abitanti dell’Honduras e, durante il cammino, anche salvadoregni e guatemalesi, tutti mossi dal desiderio di trovare una vita migliore in Messico o in America.

    Il gruppo è cresciuto vertiginosamente di numero e, nonostante i pericoli a cui i viandanti sono esposti - disidratazione e violenze delle gang - il motivo di viaggiare in gruppo è proprio quello di sentirsi più sicuri, protetti e sostenuti.

    L’attenzione delle news americane, però, si concentra su ciò che la Carovana rappresenta per gli Stati Uniti, ponendo sotto i riflettori l’azione piuttosto che le sue cause; tempismo perfetto le elezioni di metà mandato del 6 novembre, che permettono all’attuale presidente di ottenere più consensi sfruttando il flusso migratorio e affermando la sua politica.

    LA SITUAZIONE IN CENTRO AMERICA

    Quella del Centro America è una vera e propria guerra non dichiarata, in mano al giro della cocaina e al silenzio politico.

    In Honduras il governo Juan Orlando Hernández  è stato accusato di aver creato nell’ultimo anno un ambiente perfetto per un regime autoritario (a partire dalle elezioni presumibilmente manipolate), unito a una lista di irruzioni da parte degli Stati Uniti che hanno interesse a contenere l’immigrazione in America centrale.

    Oltre alla situazione politica, la repressione, la violazione dei diritti umani e il costante aumento dell’emigrazione, l’Honduras, così come Salvador e Guatemala, è in mano al narcotraffico.

    In territorio salvadoregno, le gang detengono il controllo del 70% dei commercianti e delle aziende, mentre lo Stato cerca con interventi militari e repressioni violente di limitare le loro attività. La microcriminalità si mischia all’illegalità in larga scala e il risultato per i comuni cittadini è una vita all’insegna degli omicidi, di coprifuoco e divieti di attraversare zone intere delle città per proteggersi. 

    In un territorio che conta 435 omicidi in un mese solo nel Salvador (in Italia nel 2016 sono stati 397 in un anno), la scelta più sicura e logica per i suoi abitanti è quella di andare via.

    L’obiettivo è quindi quello di arrivare negli Stati Uniti per richiedere asilo, così come era già successo ad aprile per un altro gruppo, per entrare legalmente nel Paese.

    LA RISPOSTA DI TRUMP

    Trump, per fronteggiare i rifugiati, sta già schierando a migliaia soldati e poliziotti di frontiera ai confini, definendo la Carovana come un’emergenza nazionale, minacciando Honduras, Salvador e Guatemala di tagliare gli aiuti.

    Coloro che cercheranno di entrare negli Stati Uniti per ricercare una vita migliore - anche se fuggono da povertà devastante, violenza domestica o delle gang - saranno respinti perché non considerati motivi abbastanza validi per richiedere asilo. Ovvero gli stessi motivi che affliggono e insanguinano i Paesi di provenienza.

    Il presidente americano ha anche dichiarato che provvederà a cambiare le regole. Questa politica è attualmente oggetto di una causa del Southern Poverty Law Center, che accusa i funzionari dell'immigrazione di ritardare illegalmente l'accesso al processo di asilo.

    Da un lato il Messico, che vuole salvaguardare i diritti e la vita delle persone in marcia, soprattutto per l’atteggiamento ostile che gli USA hanno già mostrato nei confronti dei loro migranti; dall’altro gli Stati Uniti, il cui presidente ha dichiarato di “considerare i migranti armati di pietre come se avessero fucili, autorizzando quindi i militari a sparare per difendersi”, come riferisce “La Stampa” in un articolo pubblicato lo scorso sabato 3 novembre (https://www.lastampa.it/2018/11/03/esteri/carovana-dallhonduras-verso-gli-usa-arrestati-in-criminali-tra-i-migranti-ex7iuWGQzKNPnxYsbkGUfP/pagina.html).

    Forti sono le dichiarazioni di Trump, a volte infondate, costruite per ottenere il consenso in vista delle votazioni, estremi sembrano i provvedimenti prospettati.

    Il mondo e gli stessi cittadini americani aspettano in fermento l’arrivo della Carovana per scoprire cosa realmente accadrà una volta al confine.


    di Clara Mariagilda Ruzzi


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