A caccia di stelle nel deserto giordano - Nuovo reportage dal Medio Oriente di Giuseppe, ex studente del “Mattei”
 
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Mattei Attualità 21/10/2018 21/10

A caccia di stelle nel deserto giordano

Nuovo reportage dal Medio Oriente di Giuseppe, ex studente del “Mattei”

Come ricorda Marcel Proust, “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”. L’importante è che ogni esperienza lasci un’emozione in grado di cambiare noi stessi, fino a farci “avere nuovi occhi” appunto. Wadi Rum è uno di questi luoghi, ad esempio, che sfida la concezione classica di viaggio inteso come visita a qualcosa di fisso, come in un museo o un monumento. Situato nel sud della Giordania, questo luogo rappresenta, infatti, un’idea di viaggio differente, non migliore o peggiore della prima, semplicemente diversa: un’esplorazione, una ricerca attiva e costante di qualcosa di irraggiungibile, di lontano ed apparentemente immobile, che però ha affascinato gli uomini di ogni epoca.

La visione del “cielo stellato sopra di noi”, per citare Kant, è stata una costante nella storia umana ed ancora oggi risveglia un sentimento atavico insito in ognuno di noi. Sul suo epitaffio c’è la sintesi di come l’uomo sia incapace di comprendere ciòIl nostro inviato Giuseppe Sconosciuto che è molto più grande di lui, nonostante sia portato, per sua natura, a porsi domande di questo tipo. Ecco perché l’idea di vedere davanti ai propri occhi l’apparizione di così tante stelle da non riuscire a contarle, per di più in un cielo così limpido, è affascinante. 

Cosa differenzia l’esperienza giordana da qualsiasi altra esperienza è l’ambiente circostante, ossia il deserto. Un deserto che alterna rocce e sabbia, creando montagne apparentemente invalicabili che, una volta scalate, offrono un panorama mozzafiato, a dispetto del freddo, della sabbia nei pantaloni, tra i capelli e nelle scarpe. Avere il deserto sconfinato intorno a te, con stelle e sabbia onnipresenti danno la sensazione di essere isolati, davvero soli con se stessi, vulnerabili e deboli dinnanzi alla natura.

Ognuno di noi dovrebbe fare i conti con un’esperienza simile, che porta davvero a contatto con se stessi. Un panorama come questo fino a qualche secolo fa si poteva vedere pressoché ovunque, ma il desiderio puramente umano di dominare la natura ci ha portati a mettere in secondo piano tutto ciò, rendendolo oggi un’attrazione a pagamento per turisti che vale ogni singolo centesimo speso.

Giuseppe Sconosciuto

(Studente al secondo anno di magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche a Forlì)


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