C’era una volta il concerto del 1° Maggio… - Simbolo di protesta o semplice concertone?
 
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Mattei Riflessioni 13/05/2018 13/05

C’era una volta il concerto del 1° Maggio…

Simbolo di protesta o semplice concertone?

Gang”: termine divenuto oggi un vero e proprio intercalare giovanile, ma che potrebbe assumere un significato nettamente più concreto, ricollegabile al gruppo folk rock militante italiano che nel 1991 salì sul palco di San Giovanni, a Roma, per celebrare quella che poteva ancora essere considerata una manifestazione dedicata ai lavoratori, in quanto questi ultimi vennero invitati dai musicisti allo sciopero generale contro l’allora governo Andreotti, delineando un grande evento mediatico dall’importante significato politico. Il gruppo eseguì il brano “Socialdemocrazia”, a sottolineare una sorta di ribellione contro ogni tipo di imposizione, in quanto la scaletta prevedeva l’esecuzione di “Ombre Rosse”, fattore che scatenò la successiva penalizzazione di un secondo gruppo conosciuto come “Elio e le storie tese” da parte della RAI, per non essere riusciti precedentemente ad interrompere la trasmissione. Difatti questi ultimi avrebbero voluto suonare il pezzo “Sabbiature”, con il quale avrebbero denunciato la corruzione della classe politica.

Manifestazione nata quindi, oltre che con un calibro internazionale, con l’intento di ribellarsi attraverso un fattore comune qual è la musica. L’evento spitò ulteriori provocazioni da parte, ad esempio, di Piero Pelù nel 1992 a discapito di PBraschiapa Giovanni Paolo II, da lui accusato di non occuparsi di temi religiosi tanto quanto parlava di sesso, o di Daniele Silvestri, che più di dieci anni più tardi tuonò contro la lotta alla magistratura effettuata dall’allora governo Berlusconi. In particolare, quest’ultimo fenomeno fu la causa scatenante della censura da parte della RAI di slogan politici o frasi considerate “sconvenienti”.

GemitaizIl problema oggi sorge perché non esiste più un termine di paragone tra il concertone di una volta e quello odierno, quasi considerabile un’ostentazione dei propri averi di fronte ad un pubblico permeabile, basti vedere l’ultima edizione del concertone del 1° Maggio con ospiti Achille Lauro o Sfera Ebbasta che, a prescindere dall’indice di soggettività riguardo alle loro capacità musicali, motivo per cui ogni parere può essere opinabile, sono stati le mascotte di un palco non appartenente a loro, essendo in ogni modo saliti su di esso vestiti con grandi firme durante una manifestazione per i lavoratori. Aver apprezzato questi artisti nella giornata del 1° Maggio è stata unicamente la conseguenza di un mero gusto personale, non certo la conseguenza di una sensibilizzazione alla tematica del lavoro. Gli stessi Zen Circus, famosi per la loro appartenenza a temi sociali e pressoché politici, sono saliti sul palco presentando unicamente canzoni del nuovo album.

Un esempio di discordanza tra la tematica del lavoro e gli ospiti del concerto è stata la presenza di artisti Nitro Wilsonquali Gianna Nannini, Ermal Meta e Francesca Michelin, imbarazzantemente invitati col solo fine di raggiungere un’audience non banale. Particolare è stato, invece, l’omaggio di nicchia al gruppo rock demenziale bolognese Skiantos o, più nello specifico, al loro leader Freak Antoni, da parte di alcuni componenti di varie band indie presenti al concerto e non, in quanto ha contribuito anche Aimone Romizi dei mancanti Fast Animals and Slow Kids.

A preoccupare particolarmente è però il fattore ricollegato alle conoscenze giovanili circa gli argomenti che dovrebbero essere trattati in circostanze come questa, in quanto, continuando ad evitare di istruire i diretti interessati, non si può garantire un futuro migliore alle nuove generazioni. La voglia di conoscere e sapere da parte di esse ha difatti inizio dalla volontà delle istituzioni di non voler andare avanti basandosi unicamente su cose futili o su ciò che i giovani vorrebbero sentirsi dire, tralasciando gli argomenti che dovrebbero realmente farli sentire coinvolti nella vita di tutti i giorni.


di Cecilia Palese


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