Alla scoperta della poetessa femminista e preraffaellita - “Vasto: territorio e personaggi”. Di scena Christina Rossetti
 
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    Mattei Scuola-Lavoro 03/05/2018 03/05

    Alla scoperta della poetessa femminista e preraffaellita

    “Vasto: territorio e personaggi”. Di scena Christina Rossetti

    Christina Georgina Rossetti, figlia di Gabriele, poeta vastese, nacque a Londra nel 1830. Coltivò fin da bambina la passione per la scrittura. Successivamente iniziò a collaborare con la rivista preraffaelita “The Germ”, sotto lo pseudonimo di Ellen Alleyn, facendo valere le sue idee femministe. La sua vita fu segnata dalla depressione (causata dal morbo di Basedow) e da una forte devozione religiosa per la chiesa anglicana. Morì il 23 dicembre 1894 per un cancro.

    Tra le opere della Rossetti la più famosa è “Goblin Market”, un poema narrativo con una struttura simile a una filastrocca in cui vengono raccontate le avventure di due sorelle, che hanno a che fare con il mondo misterioso dei goblin. Illustrazione per la copertina di 'Goblin Market' del fratello Dante Gabriel Rossetti

    È un’opera complessa che ha diversi livelli di struttura: un'allegoria sulla tentazione e la redenzione (provenienti dalla sua ideologia anglicana), un commento sui ruoli sessuali in epoca vittoriana e una tematizzazione del desiderio erotico e della redenzione sociale.

    Quest'opera ispirò Lewis Carroll, amico della famiglia Rossetti, nello scrivere “Alice nel paese delle meraviglie“ nel 1865.

    Le sue due poesie più famose sono:

    “Song”, scritta in età giovanile, composta da due strofe: nella prima chiede al suo amato di non cantare canzoni tristi alla sua morte, di mettere fiori sulla sua tomba, mentre nella seconda teme che potrebbe non esserci vita nell'aldilà e quindi potrebbe anche non ricordare l'amato.

    “Remember”, complementare alla poesia “Song”, sul motivo del ricordo che non deve procurare dolore. La narratrice si rivolge al suo amato e gli dà il suo permesso di dimenticarla gradualmente, perché è meglio “dimenticare e sorridere” piuttosto che “ricordare ed essere triste”. La terra silenziosa è un simbolo di morte, che enfatizza la solitudine della narratrice senza il suo amato, che a suo avviso è peggio della morte.

    La famiglia Rossetti in una foto scattata da Lewis CarrollL'accettazione della morte è comune nella filosofia dei preraffaelliti, i quali credevano che i problemi materiali fossero inferiori rispetto alle lotte della mente. Quest’opera si occupa della lotta tra l'esistenza fisica e l'aldilà.

    Christina Rossetti fu anche una finissima narratrice e ne si ha la prova nel suo racconto “I gemelli di Vanna”. È una breve storia con pochi personaggi: una donna sola, che da Londra si reca in convalescenza in un paese della costa chiamato Vascitammò (che è una storpiatura di “Uašte mé”, cioè “Vasto mia”); si stabilisce nella casa di Cola e Vanna, una coppia con due gemelli, Felice e Gioconda, chChristina Georgina Rossettie moriranno tragicamente, gettando i genitori nella disperazione più totale.

    Alla Rossetti bastano poche parole per raccontarci della solitudine, dell’accoglienza, della cattiveria e della solidarietà oppure del potere distruttivo del denaro e del dono gratuito di sé. È un racconto che si fa apprezzare per la sua qualità letteraria e che riesce a commuovere e coinvolgere i lettori per la sua inesausta carica sentimentale e umana.

    Famosissima è la sua composizione del canto natalizio “In the bleak midwinter”, pubblicato nel 1872. Il testo, composto da cinque strofe (di otto versi ciascuna), è di carattere religioso: parla della nascita di Gesù avvenuta, come da tradizione, in una gelida e nevosa giornata d' inverno.

    La prima strofa trasmette tutto il freddo e la durezza dell'inverno, che metaforicamente era sulla Terra prima della venuta di Cristo, nella seconda strofa una scena apocalittica della magnificenza di Dio si contrappone alla nascita di Gesù, nella terza strofa è il tripudio di tutte le schiere angeliche che, saturando il cielo di ali e di luce, celebrano la divinità di Cristo. L'ultima strofa è l'invito ad accogliere Dio nei nostri cuori.

    Nicola Saraceni

    Eleonora Fioriti

     Davide Stampone

    Gilda Tittaferrante

     Chiara Salvatore


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