Gabriele Rossetti, spada e penna del Risorgimento - “Vasto: territorio e personaggi”. Di scena il grande poeta vastese esule a Londra
 
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    Mattei Scuola-Lavoro 30/04/2018 30/04

    Gabriele Rossetti, spada e penna del Risorgimento

    “Vasto: territorio e personaggi”. Di scena il grande poeta vastese esule a Londra

    Gabriele Rossetti“E degli eroi la schiera sempre divien più folta, non sogno questa volta, non sogno libertà!”. Questa terzina è tratta da uno dei tanti componimenti (“Sogno di Libertà”) di Gabriele Rossetti, il poeta che imbracciò le armi per la libertà del Paese.

    Ultimo figlio di Nicola Rossetti e Maria Francesca Pietrocola, Gabriele nasce a Vasto il 18 febbraio 1783. Viene iniziato agli studi dal fratello Andrea e successivamente, grazie a padre Vincenzo Gaetani e padre Benedetto Maria Betti, si avvicina alla filosofia e, soprattutto, si dedica allo studio della “Commedia” di Dante.

    Apprende da autodidatta la lingua francese e spesso viene chiamato come interprete durante la sommossa popolare a Vasto tra la Repubblica giacobina e i sanfedisti vastesi. È  in questi anni che Rossetti si avvia alla composizione poetica, attirando l’attenzione di alcuni nobili locali come Vencislao Mayo e Tommaso d’Avalos, tanto che quest’ultimo lo convoca a Napoli, offrendogli la possibilità di completare i suoi studi su Dante Alighieri.Teatro San Carlo, Napoli

    Questo prestigio cresce di pari passo con l’acquisizione dell’identità artistica dei suoi versi dal tono arcadico, prestigio talmente elevato da portarlo a comporre poesie al servizio di Giuseppe Bonaparte, di cui favoreggia l’ascesa al trono, che gli affida anche l’incarico di custode di opere nel museo di Napoli.

    Rossetti, librettista del Teatro San Carlo, aspira pure all’ottenimento di un ruolo di rilievo nel famoso teatro napoletano, aspirazione che restò tale a causa della salita al trono di Gioacchino Murat, che sopprime la commissioBattaglia di Antrodoco (7 marzo 1821)ne di teatri e spettacoli.

    Proprio con la caduta di Murat, Rossetti viene coinvolto dai moti rivoluzionari napoletani. Guglielmo Pepe guida il popolo e i suoi confratelli carbonari alla rivolta, affiancati dalla loggia massonica di Napoli, della quale faceva parte lo stesso poeta. Rossetti partecipa attivamente alla rivoluzione tanto da combattere in prima linea nella battaglia di Antrodoco.

    I moti napoletani vengono sedati dagli austriaci e Rossetti finisce in esilio a Malta, dove però mantiene un alto prestigio grazie alle sue doti da improvvisatore di versi.

    Il 21 gennaio 1824 parte alla volta di Londra portando con sé una prima stesura de “Iddio e l'uomo”.William Michael Rossetti (1829-1919)

    Viene Tomba di Gabriele Rossetti, cimitero di Highgate, Londraaccolto nei salotti aristocratici londinesi nei quali ritrova numerosi esuli italiani e nel 1831 ottiene la cattedra di Lingua e Letteratura Italiana presso il King's College

    A Londra incontra anche l’amore e, infatti, sposa Francesca Lavinia Polidori, la figlia di un esule e importante amico di Rossetti: Gaetano. Da lei ha quattro figli: Dante Gabriel, Maria Francesca, Christina e William Michael, quest’ultimo scrittore e biografo del padre.

    Gabriele Rossetti tenta più volte di rientrare in Italia, cercando un dialogo con il nuovo re Ferdinando II, senza però riuscirci.

    Negli anni quaranta si dedica a dei nuovi scritti, riunendo vari componimenti politici e ristampa una revisione de “Iddio e l'Uomo”. Nel '47 la malattia, che lo porterà in seguito alla perdita della vista,  lo costringe ad abbandonare Londra e a recarsi a Parigi.

    Le cure gli permettono di vivere, comunque piegato dalla  malattia, altri quattro anni, durante i quali, grazie all'aiuto della figlia Maria Francesca, compone le sue ultime strofe. Rientra a Londra, dove muore il 16 aprile 1854. Viene sepolto nel cimitero di Highgate.

    Antonio Acquarola

    Michele Cafaro

    Luca Trentalange

    Giuseppe Candeloro

    Mirco Leone

     


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