Nel Giorno della Memoria, Liliana Segre senatrice a vita - Una grande donna sopravvissuta allo sterminio della Shoah
 
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Mattei Riconoscimenti 26/01 26/01

Nel Giorno della Memoria, Liliana Segre senatrice a vita

Una grande donna sopravvissuta allo sterminio della Shoah

A pochi giorni dalla celebrazione della Shoah e a ottant’anni dall’emanazione delle Leggi Raziali, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai sensi dell’articolo 59, secondo comma, della Costituzione italiana ha nominato Liliana Segre senatrice a vita “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”.

Liliana Segre nasce a Milano nel 1930 da una famiglia ebraica, orfana di madre, rimane nascosta assieme al padre dopo la proclamazione delle Leggi Razziali del 1938.

Tenta la fuga in Svizzera, ma viene arrestata e un mese più tardi salirà sul treno del binario 21 che da Milano la porterà ad Auschwitz.

Sopravvissuta allo sterminio la Segre tenterà di condurre una vita normale e, dopo anni di silenzio, negli anni ‘90 inizierà a raccontare la sua storia nelle scuole, nelle chiese e in ogni posto in cui sono disposti ad ascoltarla affinché questo orrore non cada mai nell’oblio.

Liliana Segre si è assunta l’impegno di tramandare le voci di tutti gli italiani di religione ebraica che subirono l’umiliazione di essere degradati dalla loro patria per venire poi perseguitati, imprigionati e deportati verso la “Soluzione finale”. Tutto questo tra l’indifferenza generale, “per la sola colpa di essere nati”.

Il Presidente della Repubblica con questo gesto non vuole negare la responsabilità che l’Italia ha avuto nello sterminio degli ebrei, ma vuole assicurare che l’intero Parlamento abbia sempre memoria di ciò che è successo in passato affinché ogni legge risponda ai fondamentali principi etici di giustizia e uguaglianza.

La storia di questa donna è raccontata nel libro “Sopravvissuta ad Aushwitz”.

 

"Vivevamo immersi nella zona grigia dell'indifferenza.

L'ho sofferta, l'indifferenza.

Li ho visti, quelli che voltavano la faccia dall'altra parte.

Anche oggi ci sono persone che preferiscono non guardare".

(Liliana Segre)

  

                                                                                                                      Dalila Orlando


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